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04/mag/2012

Delio Rossi, l'ipocrisia perbenista e l'apoteosi della violenza

DELIO ROSSI E ADAM LJAIJC
 La vicenda dell'aggressione di Delio Rossi ad Adam Ljaijc è stata gestita in un modo assolutamente squallido ed ipocrita da parte di molti soggetti che ad essa si sono interessati.

Innanzitutto, inizialmente nessuno di noi sapeva bene quale fosse stata la gravità della provocazione subita da Rossi stesso. E quindi tutti gli avvoltoi della prima ora pur di parlare accettano di fare la figura dei fessi.  Dalla conferenza stampa si evince, comunque, che forse la provocazione concerna  gli affetti dello stesso Delio Rossi. E allora mi chiedo, ma tutti quelli che parlano e straparlano hanno una visione completa del problema? Secondo me no: probabilmente quasi nessuno ha ascoltato tale conferenza stampa. 

Nessuno ha sentito cosa ha da dire Adam Ljajic. Questa loro opinione pronta all'uso, scongelata un minuto dopo aver visto le immagini allo stadio è il sintomo della superficialità del giudizio di molti che parlano e straparlano.

Modo ipocrita non solo tipico dell'uomo della strada, cosa per certi versi anche comprensibile, ma tipico in questa occasione anche della Federazione che ha ben pensato di comminare a Delio Rossi una squalifica di tre mesi, in un periodo di tempo in cui non si giocherà e quindi renderà vano qualunque effetto utile che una sanzione possa avere; ma soprattutto senza nemmeno sentire nè Delio Rossi nè Adam Ljajic. 

Nessun paese che voglia dirsi civile condanna l'imputato, eccezion fatta che questi non sia contumace (e Delio Rossi non è contumace), senza nemmeno ascoltarlo. Nessun paese che voglia dirsi civile condanna l'imputato di un comportamento senza avere idea del danno che ha provocato, dell'entità della provocazione subita oltre che di ogni elemento contestuale che possa chiarire le idee. Invece a Delio Rossi hanno affibbiato una pedata nel culo, e ciao.
Idem la società viola che ha pensato di cacciarlo a pedate nel deretano prima ancora che finisse la partita. Mettendo fuori rosa Ljaijc solo in un secondo momento. In pratica il provocatore, Ljajic, ha avuto una pena più soft dell'allenatore provocato. Perché non mi pare che gli abbiano stracciato di botto il contratto o squalificato. Solo messo fuori rosa. Il che significa che tra un po' di tempo, ad acque chete, o lo reintegreranno adducendo il pentimento del giocatore, o lo vendenranno quando i più si saranno dimenticati di tutto.

La violenza verbale ingiustificata non è ugualmente violenza? Che motivo aveva Lijajic di offendere chi ha tutto il diritto e il dovere di sostituirlo se lo ritiene? E Delio Rossi a spasso per cinque minuti di follia. Nemmeno l'associazione amici del muflone si comporterebbe in tal modo. 

E quindi tutti coloro che ipocritamente sostengono che per carità la violenza no, a parte che forse al posto di Delio Rossi avrebbero fatto altrettanto, ma dovrebbero immediatamente stare dalla parte di Delio Rossi perché a sua volta egli stesso ha subito una violenza nell'essere condannato per direttissima senza nemmeno avere la possibilità di difendersi dinanzi al tribunale che lo condanna. Costoro invece tacciono. Segno che non hanno intenzione di approfondire.

Tutti coloro che ritengono la violenza inaccettabile a prescindere dovrebbero riflettere sul fatto che quella di Delio Rossi è la reazione inconsulta ad un'offesa molto probabilmente molto grave e sicuramente ingiusta di un povero mocciosetto presuntuoso, esltato e viziato, che secondo taluno non è nuovo a tali atteggiamenti sia dentro che fuori dal campo, che non sa stare al proprio posto pur guadagnando milioni di euro senza combinare granché nella vita. Sarà stato rude, sarà stato scorretto, ma se tutto fosse rimasto nelle quattro mura degli spogliatoi (remember Ferguson-Beckham?) non sarebbe successo niente. 

Sarei curioso di sapere, poi, come costoro valuterebbero l'incazzatura di Gesù che scaccia i mercanti dal tempio armato di mazza. Peratro ditemi: è violenza offendere volgarmente e gratuitamente gli affetti altrui? E' violenza condannare e licenziare in tronco qualcuno senza dargli la possibilità nemmeno di spiegarsi e in generale prima ancora di avere le idee chiare?

No perché in quest'apoteosi di violenza e di pseudogiustizia trovo un verminaio di ipocrisia.

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

a furia di essere perbenisti ci troviamo in queste
condizioniil giocatore dovrebbe essere preso a calci nel sedere,dovrebbe rispettare l"allenatore
come fosse suo padre.A parte che ora i ragazzini
mandano i genitori a quel paese e questo serve anche per chi ha esonerato Rossi.

marco ha detto...

Concordo, la vicenda andava approfondita meglio prima di sparare sentenze...in ogni caso appoggio Delio Rossi

Demart81 ha detto...

Normalmente il giudice sportivo quando squalifica giocatori o allenatori o dirigenti non li ascolta. Sono casi di ordinaria amministrazione, anche gravi. Sputi in faccia eccetera non sono stati sanzionati con "regolari processi" e quant'altro, poi se il sanzionato o la società presso cui è tesserato presentano ricorso è un altro paio di maniche.

Sandro ha detto...

@ Demart81: rimane il fatto che hanno deciso a tempo di record senza sapere di preciso cosa fosse successo. A tutt'oggi non si sa bene quale sia stata la provocazione e quali danni fisici abbia provocato Delio Rossi.

Demart81 ha detto...

Eventuali danni fisici andrebbero valutati in sede penale, Sandro.
La giustizia sportiva funziona in maniera diversa da quella ordinaria.

Che anche Ljajic avrebbe dovuto subire una squalifica sono d'accordo con te, ma il fatto è che il giudice sportivo (che deve agire con tempestività per comminare le squalifiche e le diffide prima della successiva giornata di campionato, e i tempi sono sempre strettissimi) si basa sul referto dell'arbitro, che in questo caso non c'è stato perché sembra che dal campo non si sia accorto nessuno di quello che stava succedendo, o sulla prova tv, che ha immortalato solo il gesto di Rossi e non la provocazione di Ljajic, o almeno non sufficientemente.

Sandro ha detto...

@ Demart: posto che mi pare acclarato che Lijajic l'ha fatta sostanzialmente franca, potrei anche darti ragione sulla rapidità di giudizio del giudice sportivo ma quando parlo di giudizio parlo non solo del giudice sportivo (che avrebbe semmai dovuto sospendere Rossi per un certo numero di giornate per rendere efficace la sanzione) ma anche di giudizio sociale, oltre che del licenziamento in tronco.

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